In compagnia dei miei ricordi, ripercorro vie, rivivo case, abitudini ed amori nella loro giovane passionalità per il futuro.
Bon vivant domenicali nelle miti estati dei morti, tra il tepore del caminetto e l'intensità di quel profumo di legna, mentre le fiamme che ne nascevano, ipnotizzavano gli sguardi con disegni delineati e lasciati alla fantasia d'ognuno.
Con la loro fantasia i bambini facevano a gara in un gioco, interpretando figure in quel bellissimo spettacolo naturale.
Gli anziani, ranicchiati sulle loro consunte poltrone, osservavano il futuro di quel gioire fantasioso dei bambini, riflettendo sul proprio breve futuro e lungo passato.
Il Sole si occupava, in quelle autunnali domeniche, di salutare la campagna che tanti sforzi durante l'estate aveva con lui condiviso, per portare a compimento il dovere di natura coi suoi frutti.
Era così che un'estate diveniva ricordo, impazienza giovanile nell'attesa della prossima.
Per gli anziani l'autunno diveniva un altro ricordo, nella speranza di rivedere una nuova estate.
Il Sole si riposava ora, tenendo tra le braccia la natura.
Era tempo che il caminetto crepitasse, riunisse, si occupasse lui ora d'inneggiare all'amore.
Fu il tempo in cui raccolsi i ricordi più belli, quelli che, un giorno, sono consolazione, capaci di divenire panacea dell'animo.